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Il restauro conservativo del sottoportico di Palazzo Vendramin Grimani

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Feb

Il restauro conservativo del sottoportico di Palazzo Vendramin Grimani

“Un intervento che ha richiesto la massima attenzione tecnica per preservare un passaggio storico utilizzato quotidianamente da studenti e cittadini”, così viene descritto il cantiere di restauro del sottoportico di Palazzo Vendramin Grimani. Un progetto che ha dimostrato come competenza tecnica e sensibilità conservativa possano restituire sicurezza strutturale a un elemento architettonico cinquecentesco senza interrompere la sua funzione pubblica.

Il palazzo: testimone dell’architettura veneziana del Cinquecento

Palazzo Vendramin Grimani, rappresenta un esempio dell’architettura veneziana rinascimentale. Fatto erigere dalla famiglia patrizia Grimani all’inizio del XVI secolo, sostituì un edificio preesistente probabilmente risalente al XII secolo. La costruzione è stata attribuita a Giovanni Buora, mentre la facciata in pietra d’Istria presenta una chiara impostazione lombardesca con lesene corinzie, trifore centrali e finestre architravate con timpano triangolare.

Il palazzo ha attraversato numerose trasformazioni nel corso dei secoli. A metà Settecento, l’architetto Pietro Bianchi condusse modifiche che alterarono profondamente la distribuzione interna, suddividendo il salone in più stanze e spostando la scala principale. Tra il 1808 e il 1812 furono introdotte ulteriori modifiche alle facciate delle corti interne e il secondo piano nobile fu riallestito in forme neoclassiche.

Il sottoportico che collega il palazzo con il Rio Priuli rappresenta un intervento successivo realizzato nel secolo scorso, realizzata con tecnica costruttiva modesta mediante riuso di profili metallici e getti di riempimento in calcestruzzo. Questo passaggio consente oggi l’accesso alla sede universitaria di Ca’ Foscari e viene utilizzato quotidianamente da studenti e cittadini.

Il dissesto: quando l’ossidazione compromette la struttura

Nel novembre 2022, il pronunciato stato di degrado ha reso necessarie opere provvisionali di messa in sicurezza del sottoportico. Le indagini hanno evidenziato come il quadro fessurativo fosse generato dall’ossidazione dei profilati metallici con il relativo aumento di volume, accentuato dall’incongruenza cinematica dovuta a connessioni non appropriate tra le coppie di travi.

Gli elementi strutturali, oggetto di precedenti interventi, presentavano dissesti su colonne e capitelli. L’ossidazione aveva determinato non solo una riduzione della sezione in prossimità degli appoggi, ma anche la successiva disgregazione dei laterizi e della malta cementizia. L’apparecchiatura del solaio, realizzata mediante profilati UNI e tronchi di binari ferroviari, mostrava evidenti segni di degrado con dislocazione dell’apparecchiatura muraria agli appoggi.

Il progetto di restauro: intervento locale e di riparazione

Nel 2023, la proprietà FLE ITALIA SICAF SpA ha affidato il progetto di restauro conservativo a Innocente & Stipanovich. L’intervento, classificato come “intervento locale e di riparazione” secondo le Norme Tecniche per le Costruzioni, ha mirato a ripristinare le condizioni di equilibrio e congruenza strutturale.

La strategia progettuale ha privilegiato la sostituzione dei profilati metallici esistenti con coppie di travi in legno di larice, collegate mediante connettori metallici in acciaio inox disposti a quinconce. Questa soluzione ha permesso di ripristinare la capacità portante garantendo al contempo la congruenza cinematica del sistema strutturale.

Il consolidamento delle colonne ha previsto interventi di ricomposizione della tessitura muraria mediante allettamento della malta nei giunti e posa in opera di cerchiature mediante staffe in acciaio inox AISI 316. I capitelli danneggiati sono stati sostituiti con elementi in pietra d’Istria, fungendo da contrasto per l’inserimento dei cunei necessari a rendere le travi aderenti all’intradosso del muro.

Per l’intradosso del sottoportico, al fine di non precludere il passaggio verso Ca’ Foscari, si è optato per un intervento di recupero delle strutture esistenti mediante ripristino della sezione resistente dei profilati metallici attraverso apporto di materiale e saldatura. Le basi di appoggio sono state migliorate mediante piastre metalliche con letto di malta a base di calce.

Il progetto ha incluso anche il restauro delle superfici: eliminazione dell’intonaco ammalorato, stesura in vari strati di nuova malta rispettando le caratteristiche tipologiche e cromatiche dell’esistente, pulitura e consolidamento degli elementi lapidei in pietra d’Istria, recupero o sostituzione delle grate metalliche, pulitura generale del sottoportico da graffiti e depositi.

Un cantiere rispettoso della funzione pubblica

Il restauro del sottoportico di Palazzo Vendramin Grimani rappresenta un esempio di come sia possibile intervenire su strutture storiche compromesse garantendo al contempo la continuità della loro funzione pubblica. L’intervento, sviluppato sotto la supervisione della Soprintendenza ai Beni culturali, ha consentito di mantenere il transito verso Ca’ Foscari durante le fasi di cantiere.

Il progetto ha valorizzato il sottoportico attraverso la razionalizzazione dell’impianto di illuminazione, la pulitura della pavimentazione in masegni di trachite e il restauro degli elementi decorativi. L’approccio conservativo ha preservato i caratteri costruttivi e tipologici senza modifiche sostanziali, restituendo sicurezza strutturale e decoro a un elemento del tessuto urbano veneziano utilizzato quotidianamente da studenti e cittadini.

L’intervento conferma l’importanza di affrontare il recupero del patrimonio storico con competenze tecniche specifiche e rispetto per la materia antica, anche quando gli elementi da restaurare non sono coevi alla fabbrica originale ma costituiscono comunque testimonianza delle stratificazioni storiche dell’edificio.

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